INTOLLERANZA AL LATTE VACCINO
L’intolleranza al latte è la conseguenza che si viene a determinare a seguito di disturbi digestivi determinati dalla carenza o dalla totale assenza di un enzima noto come “lattasi”, capace di scindere il lattosio al fine di facilitarne l’assorbimento da parte della mucosa intestinale.
L’entità dell’intolleranza è dose-dipendente e le reazioni che si possono manifestare in seguito alle assunzioni di latte, dipendono essenzialmente dalle quantità ingerite.
In età infantile si possono distinguere due tipologie di intolleranza al latte:  intolleranza al latte presente alla nascita (eccezionale) e intolleranza al latte ritardata, dai 4 anni in su (frequente) La terapia può essere eseguita somministrando semplicemente latte delattosato per qualche giorno: tale variazione alimentare sarà sufficiente ad eliminare i sintomi; se questi dovessero persistere si potrà diagnosticare con molta probabilità l’allergia al latte dovuta alle proteine e non al lattosio.
In quest’ultimo caso si parla di APLV ovvero Allergia alle Proteine del Latte Vaccino (o CMPA, cow’s milk protein allergy). Si tratta di un problema molto frequente nei bambini che coinvolge fra il 2% e il 7% della popolazione generale (Jakobsson I. et al. 1979, Bock S. A. et al. 1987). Nell’ultimo decennio – spiega il dott. Giuseppe Iacono, direttore Prima Divisione di Gastroenterologia Pediatrica all’Ospedale “G. Di Cristina” di Palermo - la percentuale di popolazione con allergie alimentari è cresciuta sensibilmente assumendo, nei paesi industrializzati, la grandezza di un fenomeno sociale con elevati costi a carico della sanità. (Atti del 1° Convegno-Raduno Nazionale sull’asino, Grosseto, Maggio 2005). Sebbene sia autolimitante nella maggioranza dei casi, si stima che questa affezione rimanga attiva dall’esordio in un terzo dei pazienti anche dopo 3-4 anni. In questi soggetti la condizione di APLV diventa un serio problema di sicurezza alimentare dalla primissima infanzia agli anni della scolarizzazione e può “evolvere” verso uno stato di polintolleranza alimentare (PA) nel 10% dei casi circa.
Nei lattanti affetti da APLV la sospensione della somministrazione del latte vaccino porta di solito alla scomparsa dei sintomi; tuttavia in alcuni pazienti la reazione allergica si può estrinsecare anche nei confronti di altri alimenti, talvolta impiegati come sostituti del latte vaccino configurando così il quadro delle poliallergie alimentari (Goel K. et al. 1978, Hill D. J. et al. 1995).
Le poliallergie alimentari sono spesso difficili da trattare: l’eliminazione dalla dieta di più alimenti, se non correttamente bilanciata dall’assunzione di alimenti alternativi, può infatti portare a malnutrizione e quindi ad arresto dell’accrescimento.
I SINTOMI DA APLV O PA. Le condizioni di APLV o PA si presentano spesso con rigurgito, vomito ricorrente, diarrea cronica, dermatite atopica, orticaria, angioedema, reflusso gastroesofageo, enterocolite, anoproctite, stitichezza, ritardo di crescita, rifiuto dell’alimento, asma, shock che si accompagnano frequentemente a lesioni istopatologiche della mucosa intestinale del tutto simili a quelle riscontrabili nella malattia celiaca (atrofia dei villi intestinali  di vario grado) con gravi ripercussioni sullo stato di salute secondarie al malassorbimento. È quasi peculiare il fatto che i sintomi possono essere di intensità e tipo variabili nel tempo anche nello stesso soggetto (patomorfosi); ad esempio episodi di vomito saltuario delle fasi iniziali possono scomparire per essere sostituiti da stipsi ostinata, o da broncospasmo. A causa di ciò sono frequenti le difficoltà diagnostiche all’esordio e nel follow-up: in particolare eventuali errori dietetici devono essere sempre sospettati alla comparsa di uno o più sintomi di quelli sopra elencati in un soggetto con diagnosi di APLV o PA
.


©2008 Latte di asina.net All rights reserved.
Il Consorzio Italiano per la Tutela del Latte di Asina è stato concepito come strumento per la Tutela e la promozione del latte di asina, capace di svolgere una costante azione di vigilanza e di controllo ai vari livelli della filiera, di garantire e migliorare il prodotto.
Le aziende del Consorzio C.I.T.L.A.
  • Azienda Prato Trimboli
  • Sagittario S.r.l.